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L'Essere Umano

L'Essere Umano

Riteniamo che alcune qualità siano indispensabili per riconoscere in una persona un vero e proprio “essere umano”, così come sono indispensabili gli strumenti del silenzio, del perdono, della mediazione e della didattica sociale per scoprire o riscoprire queste qualità in noi e negli altri. I nostri operatori agiscono sempre come se fossero degli artigiani alla ricerca della loro opera perfetta, sapendo che ogni persona che ci si ritrova davanti (bambino, ragazzo, detenuto o clochard che sia), al di là delle maschere è un potenziale capolavoro.

Essere consapevoli significa porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non-giudicante.

La persona in questo modo può, in ogni momento, ascoltare ed osservare le proprie emozioni, le proprie sensazioni fisiche, accettando i propri pensieri così come sono senza giudicarli, senza cercare di modificarli né bloccarli e senza reagire agli stessi.

Non c’è sviluppo senza curiosità: l’uomo deve essere continuamente stimolato da delle domande che mettono in evidenza delle lacune tra le proprie conoscenze, di modo che la motivazione a colmare queste lacune si trasformi in una spinta all’azione, al fare esperienza per trovare una risposta.

Da Socrate a Danilo Dolci, diversi autori si sono soffermati sulle potenzialità delle domande e del cosiddetto “metodo maieutico”: il filosofo greco proponeva il dialogo come strumento attraverso il quale far uscire dall’allievo idee che erano già dentro di lui (maieutikè significa “levatrice”), in opposizione all’idea dominante della retorica e della persuasione che avevano l’unica finalità di imporre le proprie vedute agli altri.

Unico vero antidoto all’egoismo e all’individualismo che troppo spesso portano alla disumanizzazione delle persone e degli ambienti più distanti. L’empatìa è l’esatto contrario, è il capire cosa sente un’altra persona: riscoprire l’umanità in chi ci sta di fronte, riuscendo a condividere le sue gioie e i suoi dolori come se fossero le nostre gioie e i nostri dolori.

L’empatìa è la svolta. Migliorare le capacità empatiche delle persone che incontriamo con i nostri progetti sarebbe già un gran risultato, indipendentemente da quali possano essere le specificità e le criticità che caratterizzano ciascuna delle situazioni in cui operiamo.

Di fronte alla frenesia del mondo moderno, alla sua fretta perenne, al suo “dover sempre andare da qualche parte”, l’essere umano deve opporsi riscoprendo il valore della calma e dell’attesa.

‘Mamma, gli insegnanti ci dicono sempre che dobbiamo sbrigarci, che non possiamo perdere tempo perché dobbiamo andare avanti. Ma mamma, dove dobbiamo andare? Ma avanti dove?’

Attraverso il corretto utilizzo degli strumenti che proponiamo, siamo convinti che le persone si possano sentire molto più resilienti. Per resilienza si intende la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi sfavorevoli, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.

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